mercoledì 27 giugno 2007
domenica 13 maggio 2007
05.05.2007
Prima di tutto… tu sei con me! e… ancora più importante, IO sono sempre con ME, alle volte lo ammetto sono un po’ fuori di me, ma vivo la mia vita il mio se, con la consapevolezza che un tempo avevo sopita.
Bene, stò bene! tutta la merda in torno resta lì, alle volte mi condiziona, ma riesco a continuare, con forza e con la voglia di vivere.
Il grazie è sempre a quelle 3, 4, 5 cose e persone che mi sopportano e che, quando scremi e cerchi di sintetizzare a pochi amici affetti, loro sono sempre nella lista; stanno sul palmo della mano…. 5!, non è che gli altri, mamma e papi, etc.. non contano, semplicemente, vivendo, questi 5 sono quelli che sento di più quando mancano.
Novità dicevo.. novità! Un grande ritorno, la voglia di viaggiare, di vedere, di essere parte del tutto, quando si è il tutto.
New York ! Manhattan
Ecco il mio ultimo viaggio. Fantastica, nella sua vastità mi è parsa piccola, facile molto più “umana” di …. per esempio, Milano. Cinque giorni di camminate, di visite, di scoperte, di cibo, di incontri, di freddo, sole, vita….Fantastica esperienza. Ecco, questa è la vita! Settimane al lavoro e poi ogni tanto la fuga dentro a noi stessi, la ricerca della serenità, un giro in moto, il sorriso dei figli, una passeggiata con chi ami… e tutto si placa, e tutto attorno sparisce.
Tutto quello che cerco è questo, è già qui, devo solo volerlo vedere, volerlo sentire, ricordarmi che esiste, che esisto!
Ecco cosa mi danno questi 5 “compagni” di vita, mi ricordano, quando mi perdo, dove è la strada, cosa e perché ti dà la gioia. Sono la mia vita o meglio lo specchio, l’immagine di me quando non mi trovo, non mi basto. Grazie!
Ma non è finita qui... dopo 8 mesi in una piazza, in una casa, ora un'altro trasloco, un altro viaggio!... Si cambia casa di nuovo, per i bimbi, per me, per noi.... Vicini, torno vicino al mio passato, al mio rione, ai ricordi.... Si torna per andare avanti!
Viviamo nel risveglio!, Ogni giorno deve essere un risveglio, riscoprire e vivere questo piacere.... il vivere con "il tutto", quello che ti da, buono e cattivo, bello e brutto, ma nel sorriso, come e sempre nel sorriso di un bambino che ogni giorno scopre ciò che ha dentro di se. Ciao, a presto.
24.05.2006

Te ne sei andata, ma in realtà per me sei tornata, sei ancora più presente dentro di me. Ho voluto vedere il tuo volto quando ancora stavi stesa su tuo letto, appena morta, con la bocca rimasta aperta gli occhi chiusi ed il volto segnato dall’ultimo sospiro di dolore. Ho sentito il bisogno di essere lì, quella sera (22.05.06), calda, a farti compagnia stando vicino a tua figlia e nell’attesa dell’arrivo di mio padre, per dargli il “cambio”, per passargli il testimone o meglio la testimonianza della tua vita, che in quel momento lasciava il tuo corpo. Ora questa tua vita la sento entrata dentro di me, nella mia mente nella mia memoria e in tutte quelli di chi ti ha conosciuto. Eri uno "strumento", un "attrezzo" sempre pronto, lì da sempre, da "usare". Si poteva contare su di te, sulla tua presenza, sempre; in tutte le feste dei nipoti volevi esserci e con orgoglio stavi seduta a guardare, nipoti, pronipoti, i nostri amici. Eri così spontanea e semplice che tutti provavano piacere a parlare con te. Dovrei dirti tante cose ma è impossibile, non avrei tempo a sufficienza per farlo. Forse un giorno ci incontreremo di nuovo e nella calma dell’eternità torneremo a parlarci, magari in compagnia di tutti quelli che abbiamo amato, seduti sul ciglio della strada, la strade dei mie figli, la loro vita e quella dei nipoti che verranno.
Ma ora le parole svaniscono e voglio godermi questo momento pensando a te, nel silenzio della mia mente.Ciao Antonia.
13.07.2006

Ma ora ci sei e non ho intenzione di lasciarti andare, voglio viverti fino in fondo, fino a quando lo vorrai. Sembrerà sdolcineria, romanticismo, o altro… non giudicate non serve, vi dico io cosa in realtà è… è la pura realtà, l’evidente trasparenza di cosa è in me, nella mia mente. E pensare che visto da biologicamente lontano, tutto ciò sono solo degli impulsi elettrici tra neuroni, cellule, cervello, attimi che per noi in realtà sono, la percezione, la sensazione di esistere.
Grazie a chi in questo cammino mi accompagna, grazie a chi in questo cammino mi ha ascoltato, grazie a chi da questo mio passaggio ha trovato qualche cosa, grazie al tempo che mi permette di essere, grazie hai miei figli che sanno aspettare il mio ritorno.
Ancora una volta ho voluto lasciare una traccia del mio cammino; perché? Per dire “ecco sono passato, e se vuoi puoi percepirne il mio piacere… se te ne accorgi, se lo “vedi”, ne sentirai l’intensità, il suo calore, usalo!”. Per te.; :-).
16.05.2006

11.04.2006

13.05.2006

07.04.2006

- E’ inutile trovare la soluzione della vita, perché la vita è fluire è divenire, non si ferma. E’ vero, è come l’acqua di un ruscello di montagna che senza una forza apparente supera ostacoli impensati, rimodellando e adattandosi alle asperità trovate. Beh la mia vita è questo, sono arrivato al punto di non ritorno, quando un risveglio ti ha stravolto dentro; quando ogni cosa non ha più forma e aspetta di essere rimodellata. Purtroppo tutto ciò stravolge tutto e tutti coloro che ti sono vicini, che sono o erano legati a te. E di questo si soffre, ma tanto da farsi schifo, da vomitare. Reagire, certo è quello che si può fare, sacrificarsi a cosa ? quando sei tu stesso a non sopportare ciò che sei diventato, come puoi sacrificarti se sei proprio tu che dovresti essere salvato?. Oggi non lo capisco, forse un giorno rivivrò questi momenti da persona più serena. Lo spero. Ma quello che ho paura e che tutto ciò avrà avuto un costo così alto da rendermi solo. Ma cosa si può fare? Forse avere il coraggio di fuggire i desideri? Ma è coraggio questo o è solo l’alibi per non aver vissuto. La fede la religione che mi hanno insegnato e in cui credo o dovrei dire credevo, mi direbbero di non cedere, di sopportare questo “sacrificio”. Ma la mia mente è già oltre, è già acqua, scorre. Chi leggerà questi miei pensieri non so se capirà il perché di tutto ciò, o il perché si può arrivare a questo; forse si chiederà se sono “normale”, ma a me non importa, non importa se per questo ci sarà un giudizio un commento. Quello che so è che così si stà da cani e io voglio uscirne, andare oltre. Perché veramente non mi appaga più. Ipocrita? Debole? Senza anima? Non lo so… so solo che vorrei star solo, nella ricerca di rigenerarmi; ma è dura perché ci sono i figli, perché deboli non debbono subire tutto ciò e allora, resta il sacrificio per loro? Ma che cazzo di vita avrebbero con un padre che non ha più un suo centro, una sua serena visione di quello che la vita è. Oggi ci penso e soffro, circondato da illusioni, desideri, attrazioni, dubbi, rancori, rimorsi….ma con l’unica consapevolezza che vivo un disagi, enorme.
30.03.2006 (dopo una sosta "costretta")

02.05.2005

26.01.2006 (leggendo "Il pane e lo Zen")

